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Bagheria
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mwgwBagherìa (mwhaBagarìa in mwhqsiciliano, mwhgBaarìa nel mwhwdialetto localecite-ref-4[4]) è un mwjacomune italiano di mwjq53 156 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwkgcittà metropolitana di Palermo in mwkwSicilia.

Detta anche «Città delle ville»cite-ref-5[5], dopo mwmqPalermo è il comune più popoloso della città metropolitana. Comprende la frazione marinara di mwmgAspra.

«Un paese detto con voce

saracina

Baiarìa.»

(Tommaso Fazello, Le due deche dell'historia di Sicilia, 1573)

«Verso la contrada detta Baharìa, cioè marina, come quella che da due lati ha il mare, dove egli sovrasta ai campi detti di

Misilmir


(Giordano Cascini, Di Santa Rosalia, vergine palermitana, libri tre, 1651)

«Baiarìa, oggi Bacharìa o Bagarìa, contrada presso a Palermo.»

(Placido Spadafora, Prosodia italiana, 1682)

Contents

Storia
Simboli
Chiese
Clima
Media
Cinema
Musica
Strade
Sport
Note

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Geografia Fisica

La città sorge sulla Piana di Bagheria, che si sviluppa in una forma allungata verso il mwpaMar Tirreno.

Territorio

Il territorio comunale si affaccia sulla costa tirrenica nel tratto sud-est del mwpwgolfo di Palermo e si estende su una superficie 29,84km².

in direzione Nord-Est sono presenti i monti mwqqCatalfano e Irice che danno sul Mar Tirreno, invece in direzione Sud-Ovest i monti mwqwConsona, mwraGiancaldo, Cozzo Brigandì e Lanzirotti si affacciano sull'interno. All'interno del tessuto urbano erge la Montagnola Serradifalco, situato nell'omonimo quartiere.

Il territorio comunale confina con i comuni di mwsqFicarazzi, delimitato dal Fiume Eleuterio, mwswMisilmeri, mwtaSanta Flavia e mwtqCasteldaccia.

Classificazione sismica

Il territorio è classificato come mwvaZona 2 (sismicità medio-alta)cite-ref-6[6]

Origini del nome

Le origini del toponimo sono sconosciute. Un'ipotesi già attestata dal mwwwXVI secolo tramite lo storico mwxaTommaso Fazello lo vede derivare dal termine mwxqarabo mwxgbaḥriyya (ﺑﺤﺮﻳـة), cioè «zona che discende verso il mare»cite-ref-7[7]. Uno dei primi riferimenti al nome latinizzato risale al mwyw1134, nel periodo mwzanormanno, attraverso la forma mwzqBacharìacite-ref-8[8], per poi comparire come mwagBaiarìa nel mwaw1573cite-ref-9[9].

Il nome attuale è il risultato dell'italianizzazione del siciliano mwcqBagarìa laddove però la mwcgg è prevalente muta nella maggior parte dei dialetti interni alla Sicilia, finendo così per prevalere nella forma e nel suono di mwcwBaarìa.

Per quanto riguarda la frazione marinara di Aspra, la teoria più accreditata fa originare il suo nome dall'arabo mwdqAs-Sbr, ovvero «pietra»

Storia

Tra il mweaVII e il mweqIII secolo a.C., secondo l'archeologo Vittorio Giustolisi, è attestato l'insediamento di mwegPàropos nelle vicinanze del mwewMonte Porcara, situato a 3,5mwfa km in direzione sud-ovest dall'attuale centro abitato, dove sono stati rinvenuti i resti della cinta muraria e della necropoli. Dopo la caduta dell'antico insediamento il territorio divenne scarsamente popolato, motivo per il quale la zona venne conosciuta come mwfqForesta della Bacarìa.

Nel mwfw1392 mwgaMaria di Sicilia concesse ai Casasaya il feudo di Solanto e, a partire da questo momento, cominciarono ad essere edificate torri d'avvistamento e bagli per la produzione e la conservazione di prodotti agricoli, come mwggviti, mwgwulivi e mwhacannamela, lungo il fiume mwhqEleuterio. Successivamente si sviluppò l'attività estrattiva della Pietra d'Aspra. cite-ref-10[10]

L'origine urbanistica di Bagheria ebbe inizio dall'edificazione del mwiwPalazzo Butera, ad opera del principe mwjaGiuseppe Branciforte, ultimata nel mwjq1658 da una precedente masseria di proprietà di Benedetto Rizzo, che Branciforte aveva acquistato nel mwjg1595. Il principe, infatti, intendeva isolare la vita di corte in un palazzo nobiliare lontano dal castello della contea di mwjwRaccuja. Il tessuto urbano si sviluppò da una serie di modeste costruzioni dove alloggiavano gli inservienti di Giuseppe Branciforte; tra il mwka1653 e il mwkq1697, benché in assenza di mwkgmwkwlicentia populandi, vennero realizzate 43 abitazioni, mentre tra il mwla1705 e il mwlq1723 si registrò un incremento di 137 unità abitative. In questo periodo sorsero sontuose ville con ampi giardini e terreni agricoli altamente redditizi, che risultavano più assimilabili a masserie che a residenze di villeggiatura, contribuendo così all'urbanizzazione delle aree circostanti; contestualmente vennero tracciati i due assi principali della città, Corso Butera verso sud e Corso Umberto verso est, lungo i quali si consolidò il tessuto urbano.

Con la nascita della borghesia bagherese, nella seconda metà del 1800, si sviluppò un piccolo tessuto industriale nel quartiere della Punta Aguglia, incentrato sulla produzione di conserve alimentari e favorito dalla costruzione della stazione ferroviaria nel 1863. Tale crescita economica favorì la nascita della corrente progressista della "mwnaCasa di Cultura" promossa da Giuseppe Verdone e Gioacchino Guttuso Fasulo, promuovendo nel 1911 il prolungamento del Corso Butera sino alla borgata marinara di Aspra.cite-ref-11[11]

A seguito dei due conflitti mondiali, la città subì uno sviluppo rapido e disordinato, con interi quartieri sorti abusivamente e senza servizi basilari quali acqua corrente, elettricità e fognature.

Tra il 6 e il 7 luglio 1943 la città subì pesanti bombardamenti dagli alleati che causarono la morte di 26 civilicite-ref-12[12].

Simboli

Lo stemma di Bagheria è uno scudo mwqwpartito e reca da un lato una pianta di vite, simbolo dell'operosità dei suoi primi abitanti che prosperarono coltivandola e commerciando vino; dall'altro lato un leone rampante sostenente un vessillo, richiamo al blasone della famiglia mwraBranciforti.

Il gonfalone è un drappo di rosso.

Onorificenze

Menzione onorevole di benemerenza per il terremoto calabro-siculo (1908)

«Al Comune di Bagheria»


Regio Decreto 5 giugno 1910

Titolo di Città


Decreto del Presidente della Repubblica 5 dicembre 1981

Monumenti e luoghi d'interesse

Chiese

• mwwgChiesa Madrice di Bagheria. Fatta edificare dal principe Salvatore Branciforti nel mwww1769 lungo il nuovo asse urbano di Bagheria, fu ultimata nel mwxa1771 ed intitolata alla mwxqmwxgNatività di Maria. Progettista fu Salvatore Attinelli. Nel mwxw1872, per volere di Domenico Mangione, nella facciata della chiesa fu installato un orologio.
• mwyqChiesa del Sepolcro. La prima costruzione, voluta dal principe Nicolò Branciforti, è del mwyg1734, con successivi completamenti interni avvenuti nel mwyw1744 e mwza1750. Le forme attuali si devono al progetto (mwzq1914) di Ernesto Armò, e riprendono schemi propri dello mwzgstile neogotico.
• mw0aChiesa delle Anime Sante. Anticamente nota come mw0qChiesa del Miserèmini e mw0gChiesa del Purgatorio, risale al mw0w1722. Il prospetto fu progettato da Filippo Scordato agli inizi del mw1aXX secolo. All'interno si conservano importanti decorazioni parietali di mw1qOnofrio Tomaselli.
• mw1wChiesa di Sant'Antonio. Più conosciuta come Chiesa di Sant'Antonino, fu edificata alla fine del mw2aXVIII secolo dal duca di Angiò. L'attiguo convento si sviluppò durante il secolo successivo.
• mw2gChiesa della Beata Maria Vergine del Monte Carmelo, fatta erigere nel mw2w1867 da Nicola Farina su un preesistente magazzino e per questo detta mw3aChiesa di don Cola.
• mw3gChiesa di San Pietro apostolo, fatta erigere nel mw3w1881 da Pietro Scaduto su un preesistente magazzino; per tale motivo è ancora chiamata mw4aChiesa di don Pietro.

Architetture civili

Strade

Nel mw5a1769 si venne a delineare l'asse principale dell'impianto urbanistico bagherese ad opera di Salvatore Branciforte - ovvero il mw5qCorso Butera, popolarmente detto mw5gStratuni per differenziarlo dallo mw5wStratunieddu (il mw6aCorso Umberto I).

Altra importante arteria di Bagheria è il mw6gCorso mw6wUmberto I, anticamente mw7aVia Municipio, che fu tracciato per metà da Salvatore Branciforte nella seconda metà del mw7qXVIII secolo; vi si trova il palazzo del Duca di Milazzo, dove venne ospitata la regina mw7gMaria Carolina d'Austria. A metà sviluppo del mw7wCorso Umberto I sono presenti, inglobati nel tessuto urbano, i due alti pilastri in mw8acalcarenite che costituivano l'accesso secondario alla mw8qVilla Palagonia; raffigurano ciascuno due statue armate, con elmi piumati e scudi, tra cui la mw8gGiustizia con bilancia e spada.

Ville

Le ville sono quasi tutte del mw9qXVIII secolo, lo stile è mw9gbarocco. Non tutte visitabili e molte in stato di abbandono, rappresentarono un tempo le più pregiate residenze estive dell'aristocrazia palermitana; è stato ipotizzato un preciso intento architettonico con stretti riferimenti alla mw9wfilosofia alchemica settecentesca che sarebbe alla base dell'edificazione di alcune ville, in particolar modo Villa Valguarnera e Villa Palagonia; in molte sculture e decorazioni di tali ville compare il dio mw-aMercurio, che nel processo alchemico presiedeva alla trasmutazione della materia dallo stato primordiale della mw-qnigredo a quello finale della mw-grubedo attraverso lmw-w'mw-aalbedo. Anche l'impianto planimetrico di Villa Palagonia e Villa Valguarnera, considerato insieme ai viali d'ingresso, sarebbe ispirato alla forma della mw-qchiave dell'Opera alchemica. Questo contesto fortemente simbolico derivò verosimilmente dalla volontà di creare una congregazione mw-garcadica dove gli aristocratici adepti potessero dedicarsi alle mw-warti liberali e alla mwaqafilosofia alchemica, lontani dall'ostile Tribunale dell'mwaqeInquisizione di mwaqiPalermo.cite-ref-15[15]

mwaq4Palazzo Butera-Branciforti
La più antica, costruita nel mwara1658 e popolarmente nota come mwareU Palazzu. Voluta da Giuseppe Branciforti, principe di mwariPietraperzia e mwarmLeonforte, venne concepita quale dimora lontana dalla dimensione della corte palermitana di cui il Branciforti aveva aspirato a diventare invano il reggente. Per tale motivo, sul portone d'ingresso della torre merlata tramite cui si accede al palazzo - non a caso rivolta a occidente, verso Palermo - il principe fece scolpire mwarq«O corte a Dio». Sullo stesso fronte, sul portale d'ingresso, campeggia un'mwaruepigrafe in marmo che recita: mwaryAl mio Re nel servir qual'aspre e dure fatiche non durai costante e forte? E sempre immerso in importanti cure de le stelle soffrii la varia sorte. Tra le campagne alfin solinghe e scure spera la mente mia la propria morte, mentre vedovo genitor per fato rio qui intanto piango e dico «O corte a Dio». Sul lato opposto, quello orientale, sopra la porta principale si trova un'altra epigrafe marmorea che cita un sonetto di mwarcMiguel De Cervantes tratto dalla mwargmwarkGalatea: mwaroYa la esperanza es perdida, y un solo bien me consuela: que el tiempo, que passa y buela, llevarà presto la vida. Al di sopra di essa, l'epigrafe marmorea che ricorda la costruzione dell'edificio: mwarsD. Ioseph Branciforti, princeps mwarwPetreperciae et mwar0Leonfortis, comes mwar4Raccudiae, baro Tabarum, eques insignis mwar8Ordinis Velleris Auri, has aedes construxit.

Il prospetto settentrionale è opera di Giovanni Giglio (mwasg1769), mentre la cosiddetta Certosa, posta come fondale della Villa Butera, fu progettata da mwaskVincenzo Fiorelli nel mwaso1797. Si tratta di un edificio in mwassstile neoclassico con portico colonnato e celle interne che - sino alla metà del mwaswXX secolo - contenevano statue a grandezza naturale in paglia e stoppa con il volto in cera raffiguranti personaggi celebri dell'epoca in abito di monaci mwas0certosini. L'idea di riunire le raffigurazioni statuarie fu dovuta a Ercole Michele Branciforti, principe di Butera. Nel piano superiore della struttura, con decorazioni parietali di Giuseppe Velasquez e caratterizzata da una scala a chiocciola interna, si trovava all'ingresso la statua di un sacrestano con una piccola brocca in mano; più avanti, quella di un monaco certosino in atto di suonare una campanella appesa al muro. Proseguendo, in fondo a un corridoio era presente la statua di un servitore con una scopa in mano; la prima cella, a destra, accoglieva le statue di uno schiavo moro che serviva il pranzo all'ammiraglio mwas4Orazio Nelson e alla regina mwas8Maria Carolina d'Asburgo-Lorena. Nella seconda cella, seduto a un tavolo, vi era Comingio in rapimento amoroso e, nella terza, la delicata figura di Adelaide; si trattava dei protagonisti del melodramma mwataAdelaide e Comingio (mwate1817) di mwatiGiovanni Pacini. Le statue di due monaci cucinieri erano presenti nella quarta cella, adibita a cucina con utensili. Nel corridoio, tornando indietro a sinistra, la statua di un certosino con pala e cesta; nella quinta cella, la statua del re mwatmRuggero II di Sicilia intento a leggere un libro della biblioteca che si apriva sulle pareti. Nella sesta cella, intorno a un tavolo campeggiavano le statue del principe Ercole Michele Branciforti, del re mwatqLuigi XVI e del re mwatuFerdinando I di Borbone; durante una visita dello stesso Ferdinando I alla Certosa, il re vide il proprio ritratto statuario e ne rimase estremamente divertito. Nell'ultima cella era rappresentata la morte del principe mwatyFrancesco d'Aquino insieme a mwatcJohn Acton, primo ministro della regina mwatgMaria Carolina d'Asburgo-Lorena. Nel mwatk1889 la principessa Sofia di mwatoTrabia affidò la Villa Butera alle mwatsFiglie della Carità, più che la trasformarono in asilo infantile.

Costruita nel mwaue1712 dai principi Valguarnera con interventi degli architetti Tommaso Maria Napoli, Vincenzo Fiorelli e Giovanni Del Frago. Nella composizione planimetrica si ravvisano interessanti elementi derivanti da matrici esoteriche e alchemiche, come ad esempio nella mwauipianta claviforme derivante dalla mwaumchiave dell'Opera alchemica e nella sistemazione della vicina altura (mwauqMontagnola di Valguarnera, 105mwauu m), sulla cui sommità fu realizzata una balaustrata ottagonale nel mezzo della quale campeggiava una statua della musa mwauyUrania munita di cannocchiale; il camminamento che conduce alla vetta della Montagnola è assimilabile al percorso simbolico dalla terra alla sfera celeste, lungo il quale si trovano sette sedili in pietra riferentisi ai sette stadi di trasformazione alchemica della materia. Lungo il tragitto si trova una piccola grotta artificiale in muratura, il cui interno fu affrescato da mwaucGiuseppe Crestadoro con la rappresentazione di mwaugAci e mwaukGalatea seduti alle falde dell'mwauoEtna, con in lontananza il mare e mwausCupido sopra un delfino. A breve distanza si trovava una statua in marmo bianco di mwauwPolifemo nell'atto di suonare una zampogna, trafugata nel mwau01992. All'interno del giardino della villa si trovano due eleganti mwau4coffee houses in stile neoclassico, con affreschi.

mwawemwawiVilla Palagonia
La più famosa, costruita nel mwawq1715 dal principe Gravina di mwawuPalagonia; è nota come mwawyVilla dei Mostri a causa delle figure deformi e animalesche che, secondo studi del mwawc2008, seguono una matrice mwawgalchemica nella ricerca dell'armonia, partendo dalle sculture di musicanti (mwawknigredo) per giungere alla consistenza materica delle creature deformi (mwaworubedo). Nel mwaws1787 la villa fu visitata da mwawwJohann Wolfgang von Goethe, che così ne descrisse gli interni: «mwaw0I piedi delle sedie sono segati inegualmente, in modo che nessuno può prendere posto e, davanti all'entrata, il custode del palazzo invita i visitatori a non fidarsi delle sedie solide perché sotto i cuscini di velluto nascondono delle spine». A metà del viale d'ingresso si trova il cosiddetto mwaw4Arco del Padreterno, fornice in mwaw8calcarenite con quattro enormi statue di cacciatori originariamente stuccate a somiglianza del marmo; nella cappella interna si trovava una delle rarissime raffigurazioni italiane del mwaxaPadreterno, conservata presso il Museo di Villa Cattolica e sostituita da una copia. Nel mwaxe1910, per realizzare una cabina elettrica in muraturacite-ref-16[16], fu demolito il maestoso mwaxyArco dei Tre Portoni in mwaxccalcarenite (localmente noto come mwaxgTri Purtuna), all'inizio del viale; incompiuto, mancante della mwaxktrabeazione sommitale, presentava tre mwaxofornici su modello di un mwaxsarco trionfale romano di mwaxwordine corinzio, con uno sviluppo planimetrico di 22 x 10 metri.cite-ref-17[17]

mwaymmwayqPalazzo Cutò
Costruito nel mwayy1716 da Luigi Onofrio Naselli, mwaycprincipe d'Aragona, su progetto di Giuseppe Mariani; è sede della Biblioteca comunale e del Museo del Giocattolo.

mway8mwazaVilla Cattolica
Costruita nel mwazi1736 dal principe di mwazmCattolica Eraclea, che ospita il museo comunale dedicato al pittore mwazqRenato Guttuso dove sono conservate molte opere dell'autore nonché tele e sculture di altri artisti come mwazuDomenico Quattrociocchi, mwazyPina Calì, mwazcSilvestre Cuffaro, mwazgVincenzo Gennaro e mwazkArrigo Musti.

mwazwVilla San Cataldo
Costruita nella prima metà del mwaaiXVIII secolo dai principi Galletti di San Cataldo. L'assetto architettonico risale a un mwaamrestyling effettuato alla fine del mwaaqXIX secolo. Nel mwaau1905 la villa fu acquistata dalla mwaaymwaacCompagnia di Gesù.

mwaaoVilla Larderìa
Costruita nel mwaaw1752 dal principe Francesco Litterio Moncada di mwaa0Larderia.

mwabaPalazzo Inguaggiato
Costruito nel mwabi1770 da Giovanni Pietro Galletti, marchese di Santa Marina, su progetto di Andrea Gigante. Fu sede della truppa borbonica sino al mwabm1860.

mwab4mwab8Villa Villarosa
Costruita nel mwace1763 da Placido Notarbartolo, duca di Villarosa, su progetto di Giuseppe Venanzio Marvuglia. Si tratta dell'unica villa bagherese in mwacistile neoclassico, e presenta un elegante porticato con alte colonne d'mwacmordine corinzio.

mwacyVilla Ramacca
Costruita alla metà del mwacgXVIII secolo da Bernardo Gravina, principe di mwackRamacca.

mwacwVilla Trabia
Costruita alla metà del mwac4XVIII secolo da Michele Gravina, principe di mwac8Comitini su progetto di Nicolò Palma. La villa fu successivamente acquistata dal principe Pietro Lanza di mwadaTrabia.

mwadmVilla Angiò
Costruita alla metà del mwaduXVIII secolo dal principe di Angiò. I due pilastri di accesso alla villa sono inglobati in edifici allo sbocco del mwadyPasso del Carretto.

Costruita nel mwadw1784 da Barbaro Arezzo su progetto di Emanuele Incardona. Nel mwad01991 vi furono girate alcune scene del film mwad4mwad8Johnny Stecchino.

mwaeiVilla Casaurro
Costruita nel mwaeuXVIII secolo, di piccole dimensioni e con decorazioni in mwaeystile Luigi XV.

mwaekVilla Parisi
Costruita per volere della baronessa Parisi.

mwae0Villa Roccaforte
Costruita nel mwae8XVIII secolo dai principi Cottù, marchesi di Roccaforte; sul cancello d'ingresso si trovano gli mwafaaforismi latini mwafeAut amor aut libertas e mwafiEt amor et libertas.

mwafuVilla Sant'Elia
Costruita nella prima metà del mwafcXVIII secolo dal principe di Sant'Elia. Sull'ingresso si trova scolpito l'mwafgaforisma latino mwafkmwafoParva sed apta mihi.

mwaf0Villa Sant'Isidoro
Costruita alla fine del mwaf8XVIII secolo dal marchese Cordova di Sant'Isidoro, sede dell'omonimo museo, dove sono esposte opere di mwagaVincenzo Gennaro.

mwagmVilla Serradifalco
Costruita nella seconda metà del mwaguXVIII secolo dal duca Lo Faso di mwagySerradifalco.

mwagkVilla Cirincione
Costruita nel mwags1905 per l'illustre professore mwagwGiuseppe Cirincione.

Architetture militari

Torri

Dal mwahcXV secolo, il territorio di Bagheria entrò a far parte del mwahgFeudo di Sòlanto. A questo periodo risalgono le prime torri sparse per le campagne circostanti. In seguito, intorno a queste torri, nacquero masserie adibite all'allevamento del bestiame e all'agricoltura.

• mwahsTorre Amalfitano. La struttura, di probabile origine mwahwduecentesca, fu riedificata nel mwah01546 dal viceré mwah4Juan de Vega; in seguito, durante la prima metà del mwah8XVIII secolo, fu trasformata in masseria da Ugo Notarbartolo di Amalfitano. Pare che accanto alla torre vi fosse una mwaiafilanda per la lavorazione della seta e l'allevamento del baco. La torre presenta una pianta quadrata ed era costituita da un pianoterra con cisterna per l'acqua, un piano superiore adibito a magazzino ed un terrazzo con merlature mwaiea coda di rondine.
• mwaimTorre Bellacera. Torre agricola del mwaiqXVI secolo fatta costruire da Anfusio Bellacera, imprenditore agricolo di mwaiucanna da zucchero. Nel mwaiyXVIII secolo la torre fu trasformata in mwaiccasina residenziale con terrazza a belvedere e cappella.
• mwaikTorre Chiarandà. Si tratta di una torre agricola del mwaioXVI secolo, in stato di totale abbandono.
• mwaiwTorre Cordova. Torre del mwai0XVI secolo sorta per la difesa dei terreni della famiglia La Grua, lungo il corso del fiume Eleuterio. Il pianterreno era adibito a magazzino, mentre il piano superiore era l'abitazione.
• mwai8Torre Ferrante. Risalente al mwajaXVI secolo, è inglobata nel tessuto urbano di Bagheria. È nota per essere stata abitata dal rivoluzionario mwajeAndrea Cuffaro.
• mwajmTorre Mortillaro. Realizzata durante il mwajqXIX secolo dal marchese Mortillaro, non è più esistente a causa dell'espansione urbanistica bagherese; rimane tuttavia, a fianco del Corso Butera, uno dei due grandi pilastri in mwajucalcarenite da cui si accedeva alla tenuta di Mortillaro.
• mwajcTorre Parisi. Risalente al mwajgXVII secolo, è una grande torre rustica con fornice affrescato raffigurante il mwajkPadreterno.
• mwajsTorre Roccaforte. Torre agricola del mwajwXVI secolo che durante il mwaj0XVIII secolo fu inglobata nella mwaj4Villa Roccaforte di proprietà dei principi Cottù, marchesi di Roccaforte.

Architetture industriali

• Imprese Elettriche Rosolino Gagliardo, prima mwakmcentrale a carbone della Sicilia, nazionalizzata nel 1963.
• Industria Molino Fratelli Cuffaro, fondato nei primi del 900 da Michele Cuffaro.

Paleontologia ed Archeologia

Nel 2022 è stato annunciato il rinvenimento, durante gli scavi archeologici di un sito risalente all'mwakcetà del Rame, effettuati nella grotta Zubbio situata in località Cozzo san Pietro, di resti fossili relativi ad una specie di tartaruga gigante, che è stata denominata mwakgSolitudo sicula, estintasi 12.500 anni fa a causa dell'uomo cite-ref-18[18].

Su monte Porcara è stata scoperta una cittadella fenicia chiamata Paropos, i cui scavi archeologici non sono mai iniziati. Alcuni reperti ritrovati sono esposti nel museo Salinas di Palermo.

Clima

| Bagheria [ 19 ] | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Anno |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Bagheria [ 19 ] | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | Anno |
| T. max. media ( °C ) | 14,4 | 14,6 | 16,0 | 18,5 | 22,6 | 26,3 | 29,3 | 29,7 | 26,9 | 22,8 | 18,9 | 15,7 | 14,9 | 19,0 | 28,4 | 22,9 | 21,3 |
| T. min. media ( °C ) | 9 | 8,8 | 9,7 | 11,6 | 14,9 | 18,8 | 21,6 | 22,3 | 20,1 | 16,5 | 13,2 | 10,4 | 9,4 | 12,1 | 20,9 | 16,6 | 14,7 |
| Precipitazioni ( mm ) | 81 | 67 | 54 | 46 | 21 | 8 | 4 | 14 | 38 | 83 | 80 | 86 | 234 | 121 | 26 | 201 | 582 |

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiticite-ref-20[20]

Religione

Culto molto sentito in città è la celebrazione del santo patrono, identificato in mwal0San Giuseppe. La festa del santo viene celebrata con cerimonie solenni nella prima domenica di agosto, anche se in realtà mwal4San Giuseppe cade il 19 marzo. I festeggiamenti religiosi, svolti nel mese di agosto, vengono accompagnati da spettacoli pubblici che si svolgono per tutta la settimana precedente la domenica per culminare con i tradizionali fuochi d'artificio la sera del lunedì. Altra manifestazione è quella della festa in onore di Maria Addolorata, che è vista come patrona della borgata marinara dell'mwal8Aspra e viene festeggiata il 15 settembre.

Etnie e minoranze straniere

Al 1° Gennaio 2024 la popolazione straniera era composta da 611 residenti.cite-ref-21[21] Le nazionalità maggiormente rappresentate erano le seguenti:cite-ref-22[22]

Romania: 145
Bangladesh: 105
Cina: 56
Tunisia: 45
Marocco: 32
Nigeria: 31

Cultura

Istruzione

Oltre a varie scuole medie ed elementari la città di Bagheria dispone di cinque istituti superiori: mwanimwanmLiceo Francesco Scaduto (Classico, Scienze Umane e Linguistico); mwanqLiceo Scientifico D'Alessandro; mwanuLiceo Artistico Regionale Renato Guttuso; mwanyIPSIA Salvatore D'Acquisto; mwancITET Don Luigi Sturzo). All'interno di mwangPalazzo Cutò è presente una biblioteca comunale inaugurata nel mwank1956 dal sindaco mwanoSilvestre Cuffaro e conta 73.250 opere cartacee oltre ad un vasto repertorio di mwansVHS e mwanwDVD. Al suo interno vengono organizzati eventi culturali e mostre artistiche.

Musei

• mwaoaMuseo Guttuso, strutturato su tre piani, venne inaugurato nel mwaoe1973 e ospita opere di mwaoiRenato Guttuso donate dal maestro alla sua città natale. Il museo ospita anche opere di artisti del mwaomXX secolo quali, fra gli altri, mwaoqCagli, mwaouMario Schifano, Mario Bardi, mwaoyOnofrio Tomaselli, mwaocSilvestre Cuffaro, mwaogPina Calì, mwaokDomenico Quattrociocchi, Giuseppe Pellitteri, mwaooMimmo Pintacuda, mwaosGiuseppe Tornatore e mwaowArrigo Musti.
• mwao4Museum - Osservatorio dell'arte in Sicilia, museo sull'arte contemporanea siciliana fondato nel 1997 dal gallerista Ezio Pagano
• Museo dell' acciuga e delle arti marinare di aspracite-ref-23[23]
• Museo del giocattolo e delle cerecite-ref-24[24]
• Museo dell'eroscite-ref-25[25]
• Casa museo Villa Sant’Isidoro De Cordovacite-ref-26[26]

Media

Radio

• Radio One
• RPM Radio Planet Music

Emittenti scomparsemwaqk :

• Punto Radio
• Radio America Club 98 (97.8mwaq0 MHz)
• Radio Antenna 5
• Radio Antenna Uno (90.15mwara MHz)
• Radio 1 Bagheria (92.5mwari MHz)
• Radio Bagheria Centrale (90.5mwarq MHz)
• Radio City
• Radio Evangelo
• Radio Fantasy
• Radio Faro 2000
• Radio Più
• Radio San Cataldo
• Radio Skitikkio (97.8mwarw MHz)
• Radio Sud
• Stereonda (96.6mwar8 MHz)
• Stereo Sound

Televisione

• Tele one

Emittenti scomparsemwasu :

• TV 8

Cinema

• Nel film mwassmwaswL'avventura (1960), capolavoro di mwas0Michelangelo Antonioni, mwas4Villa Palagonia risulta essere uno dei set; in particolare una scena si svolge nel salone degli specchi del piano nobile della villa.
• Nel film del 1962 mwatamwateMafioso di mwatiAlberto Lattuada con mwatmAlberto Sordi a mwatqVilla Palagonia.
• In mwatymwatcComizi d'amore (1965) il regista, mwatgPasolini, intervista il poeta mwatkIgnazio Buttitta in piazza Madrice.
• Il film mwatsmwatwL'amore coniugale (1970), di mwat0Dacia Maraini, viene girato in parte a Bagheria.
• mwat8mwauaJohnny Stecchino, (mwaue1991) il protagonista del film si nasconde in una villa di Bagheria, la Villa Arezzo Spedalotto.
• In mwaummwauqCento giorni a Palermo di mwauuGiuseppe Ferrara compare una scena girata in Piazza Madrice e diretta da un giovane mwauyGiuseppe Tornatore.
• mwaugmwaukNuovo Cinema Paradiso (mwauo1988) diretto e sceneggiato da mwausGiuseppe Tornatore, vincitore di numerosi premi tra cui l'mwauwOscar.
• mwau4mwau8Baarìa, colossal del 2009, sempre di Giuseppe Tornatore, racconta le vicende di tre generazioni di una famiglia di Bagheria.
• Nel film mwavemwaviIl padrino - Parte III, diretto da mwavmFrancis Ford Coppola, si vede chiaramente all'arrivo del treno che porta Kay dai figli e dall'ex marito Michael, il cartello BAGHERIA e la parte centrale della stazione, anche se in realtà si tratta della mwavqstazione di Taormina-Giardini.
• mwavymwavcUn uomo in ginocchio, anno 1979, di mwavgDamiano Damiani, con mwavkGiuliano Gemma, mwavoMichele Placido e mwavsEleonora Giorgi. Film girato a Bagheria (dentro Palazzo Inguaggiato), Palermo e a Palazzo Adriano
• mwav0mwav4Alla luce del sole, film del 2004 di mwav8Roberto Faenza, con mwawaLuca Zingaretti. Girato sulla vita di mwawePino Puglisi, ucciso dalla Mafia nel 1993.
• mwawmLa Dea fortuna (2019) di mwawqFerzan Ozpetek, con mwawuJasmine Trinca e mwawyEdoardo Leo è girato in parte a mwawcVilla Valguarnera.
• La miniserie "mwawkAnna" (2021) di mwawoNiccolò Ammaniti, è stata in parte girata a Bagheria a mwawsVilla Valguarnera sede della banda dei giovani Blu e dei Bianchi guidati dalla perfida Angelica.

Musica

Cantori di Bagheria

Sono i discendenti degli ultimi veri carrettieri ed interpretano mwaw8i canzuna a la carrittera, cioè i canti della tradizione etnica dei carrettieri siciliani. I testi evocano sempre i classici temi delle canzoni romantiche; attraverso splendide metafore, i cantori parlano di amore, tradimenti, separazione e duro lavoro. Ultimamente i mwaxaCantori di Bagheria hanno rappresentato l'Italia al mwaxeFestival de l'Imaginaire di Parigi presso il mwaxiTheatre de la Ville e la mwaxmMaison des Cultures du Monde, dove si sono esibite anche compagini di diversi paesi del mondo come Corea, Vietnam, Algeria, India, Marocco, Perù, isole Bahamas e Capo Verde. Tra i cantori più celebri Giorgio Provenzano, noto con il nome di mwaxqGino e scomparso nel 2012, famoso anche per aver interpretato un'intensa scena del film mwaxuBaarìa di Giuseppe Tornatorecite-ref-27[27].

Infrastrutture e trasporti

Strade

Bagheria è collegata alla rete autostradale siciliana grazie all'omonima uscita dell'mwax0autostrada A19 inaugurata nel mwax41970 ed è situata all'interno del tessuto urbano.cite-ref-28[28]

La periferia nord della città è attraversata dalla mwayqStrada Statale 113 Settentrionale Sicula.

Ferrovie

La città di Bagheria dispone di una mwaywstazione ferroviaria molto trafficata dai pendolari che giornalmente raggiungono mway0Palermo per motivi di lavoro o di studio.

Mobilità urbana

Bagheria è servita da alcune linee d'autobus dell'Azienda Siciliana Trasporti (mwazaAST). Le destinazioni sono: mwazePalermo - mwaziFicarazzi - mwazmSanta Flavia - mwazqSant'Elia - mwazuAspra e Bagheria - mwazyCasteldaccia - mwazcAltavilla Milicia. Un trasporto pubblico all'interno del capoluogo comunale, che esisteva negli anni precedenti, dal 2011 non è più disponibile.

Amministrazione

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 20 luglio 1989 | 19 luglio 1990 | Antonio Gargano | Democrazia Cristiana | Sindaco | [ 29 ] |
| 26 novembre 1990 | 11 marzo 1993 | Giuseppe Lo Bue | Democrazia Cristiana | Sindaco | [ 29 ] |
| 11 marzo 1993 | 21 gennaio 1995 | Saverio Miraula | | Comm. straordinario | [ 29 ] |
| 11 marzo 1993 | 15 maggio 1995 | Maria Rita Li Greci | | Comm. straordinario | [ 29 ] |
| 11 marzo 1993 | 8 giugno 1993 | Sebastiano Rigoli | | Comm. straordinario | [ 29 ] |
| 8 giugno 1993 | 15 maggio 1995 | Santo Naselli | | Comm. straordinario | [ 29 ] |
| 14 dicembre 1994 | 15 maggio 1995 | Luigi Serra | | Comm. straordinario | [ 29 ] |
| 18 maggio 1995 | 16 marzo 2001 | Giovanni Valentino | centro-destra | Sindaco | [ 29 ] |
| 20 aprile 1999 | 19 giugno 2000 | Laura Franchina | | Comm. straordinario | [ 29 ] |
| 20 aprile 1999 | 16 marzo 2001 | Fulvio Sodano | | Comm. straordinario | [ 29 ] |
| 20 aprile 1999 | 10 dicembre 2001 | Salvatore Mangano | | Comm. straordinario | [ 29 ] |
| 19 giugno 2000 | 10 dicembre 2001 | Rosa Inzerilli | | Comm. straordinario | [ 29 ] |
| 16 marzo 2001 | 10 dicembre 2001 | Donatella Ferrera | | Comm. straordinario | [ 29 ] |
| 10 dicembre 2001 | 21 marzo 2006 | Francesco Giuseppe Fricano | centro-sinistra | Sindaco | [ 29 ] |
| 27 giugno 2006 | 14 giugno 2011 | Biagio Sciortino | centro-sinistra | Sindaco | [ 29 ] |
| 14 giugno 2011 | 28 marzo 2014 | Vincenzo Lo Meo | Unione di Centro | Sindaco | [ 29 ] |
| 28 marzo 2014 | 10 giugno 2014 | Michela Savina La Iacona | | Comm. regionale | [ 29 ] |
| 10 giugno 2014 | 29 aprile 2019 | Patrizio Cinque | Movimento 5 Stelle / Indipendente | Sindaco | [ 29 ] [ 30 ] |
| 29 aprile 2019 | in carica | Filippo Tripoli | Lista civica | Sindaco | [ 29 ] [ 31 ] |

Sport

La principale squadra di calcio della città è il mwa5eBagheria Calcio 1919, fondata nel mwa5i1919 col nome di mwa5mPro Bagheria e rifondata nel mwa5q1993. La società del Bagheria nella sua storia ha partecipato ben 24 volte fra campionati nazionali IV Serie, interregionali e Serie D. Dal mwa5u2015 ha cambiato denominazione da mwa5yCittà di Bagheria in mwa5cBagheria Città delle Ville. Milita nel campionato di Eccellenza Sicilia 2025-2026 nel Girone A e disputa le partite in casa allo Stadio Comunale di Bagheria. Altra squadra di calcio è il 90011 Bagheria che milita nello stesso campionato di Eccellenza, dopo aver acquisito il titolo del Casteldaccia.

La Polisportiva atletica Bagheria ha vinto diversi titoli italiani nella corsa su strada e nella corsa campestre. Proveniente da questa realtà è la campionessa europea di maratona mwa5kAnna Incerticite-ref-32[32].

Altri sport

Altri sport seguiti a Bagheria sono il basket con la squadra Pallacanestro Bagheria '92 che dalla stagione sportiva 1997/98 milita nella serie C regionale. Al C.A.S. è aggregato anche il Centro Minibasket, al quale partecipano circa 60 mini-cestisti, di età compresa fra i sei e gli undici anni; la pallavolo con l'AS Volley Bagheria che ha disputato il campionato di serie B2 maschile nella stagione 2002/2003 e con le squadre A.S. Eurovolley 2002 Bagheria e G.S. Nova Volley, il Sollevamento Pesi con la Polisportiva Dynamo Club che vanta di atleti quasi tutti Campioni Italiani e che hanno partecipato a molti Campionati Europei e Mondiali; infine la pallamano è uno sport seguito e praticato a Bagheria con la società A.S.D. Valens che a 4 anni dalla sua fondazione è riuscita a raggiungere la promozione in serie B, con un roster formato unicamente da giocatori bagheresicite-ref-33[33].

Note

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cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mwa70mwa74mwa78Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwa8amwa8ePDF), in mwa8iciterefmwa8mLeggemwa8q mwa8u26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwa8yAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwa8c 151. mwa8gURL consultato il 25 aprile 2012 mwa8k(archiviato dall'mwa8ourl originale il 1º gennaio 2017).
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cite-note-88. Concessione del re mwa-eRuggero II riportata in mwa-iBullae, privilegia et instrumenta Panormitanae Ecclesiae di mwa-mAntonino Mongitore, Palermo mwa-q1734.
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Bibliografia

• mwbm0Dacia Maraini, Bagheria, Milano, Rizzoli, 1993.
• mwbm8Giulia Sommariva, Bagaria, Palermo, Dario Flaccovio Editore.
• mwbneGiuseppe Montana, La pietra d'Aspra. Storia e utilizzo. Il recupero delle ville barocche di Bagheria, Palermo, Flaccovio.
• mwbnmAntonino Bencivinni, I Miei Volti della Sicilia, Roma, Armando Editore.
• mwbnuAntonino e Gaetano Bencivinni, Culture di paesi, Alessandria, Dell'Orso Editore.
• mwbncPaolo Ferruzzi e Vittorio Sgarbi, Vigorose Impronte - Centenario della nascita di Pina Calì (pittrice) e Silvestre Cuffaro (scultore), Bagheria, Falcone Editore.
• mwbnkAntonino Russo, Bagheria, Napoli, JN Editore.
• mwbnsAntonino Russo, Accussì parrò Bagaria, Palermo, Edizioni ISSPE.
• mwbn0Antonino Russo, I fattielli di Bagheria, Palermo, Edizioni ISSPE.
• mwbn8Antonino Russo, Giacomo Giardina. Il poeta bucolico-futurista, Palermo, Edizioni ISSPE.
• mwboeSabina Montana, O corte a Dio. Prime architetture barocche a Bagheria: Villa Branciforti Butera, Bagheria, Museo Guttuso.
• mwbomLoredana Gennaro, Ricerca sul degrado degli elementi lapidei di pregio degli edifici storici. Interventi diagnostici e restauro conservativo, fotografie di Salvatore Pipia, Bagheria, Centro Studi Aurora.
• mwbouMartino Grasso, Bagheria e la sua storia, Bagheria, edizione Mag, 2007.
• mwbocRosanna Balistreri, Alchimia e architettura: un percorso tra le ville settecentesche di Bagheria, Bagheria, Falcone editore, 2008.
• mwbokBiagio Napoli e Salvatore Brancato, I misfatti prima della mafia. Bagheria dal 1820 alla Restaurazione borbonica, Bagheria, 2019.
• mwbosAntonio Morreale, La vite e il leone, Storia della Bagaria, secc. XII- XIX, Roma-Palermo, 1999.
• mwbo0Vincenzo Drago Mattatoio Bagheria. Famiglie, banditi e politica in una capitale di mafia (1874-1930), 2018, Bagheria.
• mwbo8Giuseppe Martorana, Bagheria (storia, personaggi, scuola, tradizioni, chiese, ville, toponomastica, sport, curiosità), Bagheria, Edit. Plumelia, 2018.
• mwbpeGiuseppe Martorana, Storia del calcio bagherese (1919 - 1981), Palermo, Edit. Arti Grafiche Siciliane, 1982.

Voci correlate
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Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su comune.bagheria.pa.it.
• citerefsapere-itBagherìa, su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) Bagheria, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.